Mio caro Covid-19,
dopo tutto quello che hai combinato non dovrei né scriverti né chiamarti “caro”. Ma è bene che tu sappia cos’hai combinato in tutto questo tempo.

Mi hanno raccontato molto su di te. Sei nato in Cina e hai fatto subito un bel po’ di disastri dalle tue parti.

Mi hanno anche detto che non hai le gambe e che all’inizio preferivi viaggiare con gli animali ma con loro non facevi tanta strada e quindi ti sei avvicinato all’uomo. Insomma, per andare in giro ti servivano delle persone che ti facessero da taxi.

Quando ti sei stancato della Grande Muraglia, del Fiume Giallo e del Fiume Azzurro, hai deciso di partire per altri Paesi. Hai preso un aereo e sei arrivato fino a qui. Eh, lo so bene che l’Italia è bellissima! Ma tu non ti sei proprio reso conto dei guai che hai combinato! Allora te lo racconto io: hai seminato il panico, hai cancellato gite e feste, hai fatto chiudere le scuole, i negozi, le chiese e le palestre. Ci hai rinchiuso in casa per mesi, ma quel che è peggio hai riempito gli ospedali e fatto ammalare un sacco di persone. Hai cambiato le nostre vite e le nostre abitudini, ci hai tolto la gioia di un abbraccio ai nonni, il sorriso dei compagni, le passeggiate e le feste con gli amici. Tu da solo, così piccolo che nemmeno ti si vede, hai provocato tutto questo. Parliamoci chiaro: hai esagerato!

Ci hai portato la paura e l’incertezza, la rabbia e la noia. Ti ho tanto odiato ma una cosa te la posso confessare. Grazie a te qualcosa l’ho imparata: ho capito cosa significa avere pazienza, ho scoperto la gioia di stare in famiglia, di giocare con mio fratello, di cucinare con mamma e papà, l’importanza dell’amicizia e la presenza fondamentale nella nostra vita dei nonni.

Ora mi hanno detto che il mondo lo hai girato quasi tutto, di cose dovresti averne viste, ormai. Adesso è arrivato il nostro momento. Anche noi vogliamo tornare a vedere il mondo. Tornare a scuola, al parco, in palestra e a giocare con gli amici. Adesso tocca a noi riprenderci la nostra libertà.

Caro Covid, il mio sarà un addio e non un arrivederci, così capirai anche tu cosa significa non ricevere un abbraccio o un bacio.

Mi raccomando fai il bravo e forse un giorno ti perdonerò. (alunna della scuola primaria Vivaldi di Silea, insegnante di religione Paola Donadi)

MOTIVAZIONE

“Testo conciso, completo ed efficace nell’esposizione di contenuti e di emozioni, originale nell’impostazione, corretto e curato nella forma e nel lessico”.

FINALISTI DI CLASSE QUARTA DELLA SCUOLA PRIMARIA A.S. 2019/2020

Lupu Nicole, primaria S. Giovanni Bosco di Olmi;

Munaro Tommaso, primaria Stiffoni di Piombino Dese;

Righetto Ambra Eleonora, primaria Vivaldi di Silea;

Rossi Anna, primaria di Sala d’Istrana;

Venturin Alessandro, primaria Palladio di Torreselle.